Pitti#5. Giab’s: Quando il DNA di un marchio passa anche per le vene di 3 generazioni

Oggi abbiamo conosciuto Cosimo Ballerini. 26 anni, alto, moro con un bel sorriso. Finirebbe qui il nostro racconto se non fosse che Cosimo, un po’ per Dna e un po’ per vocazione, lavora nell’azienda che fu di nonno Giancarlo e poi di papá Bruno. Ma perchè vi parliamo di lui?

cosimoritoccato

Cosimo – Terza generazione alla guida di Giab’s

Perchè questo giovane 26enne di belle speranze è il responsabile commerciale di Giab’s, azienda fiorentina 100% che proprio quest’anno festeggia i suoi 60 anni di storia sartoriale tutta italiana. I pantaloni che i Ballerini producono da 3 generazioni sono la quint’essenza dell’artigianalità Made in Italy. La cura maniacale del dettaglio traspare da ogni singolo modello, come il pantalone heritage dell’azienda che porta ancora al suo interno i bottoni e le finiture per le bretelle… a nostro avviso l’icona per eccellenza della moda maschile.

Cosimo2

‘Ma qual’è il pantalone del compleanno?’, chiediamo noi, e Cosimo risponde: ‘Come regalo di compleanno ci siamo fatti un pantalone tutto nostro….abbiamo provocatoriamente inserito il camouflage su un fresco di lana Cerruti, stampato a tessuto finito, su nostro disegno esclusivo’

Ma l’eccellenza della manifattura fiorentina trasuda da ogni angolo dello stand: cotoni, freschi di lana e lini pregiati per raccontare un pantalone che raccoglie fan in Italia e all’estero. E noi da buoni PR non potevamo esimerci dalla fatidica domanda. ‘ma dove siete più apprezzati? Italia o Estero? Abbiamo così scoperto che i giapponesi sono veri e propri fan di questi pantaloni (del resto sappiamo che i nipponici sono stilosi !!), contribuendo al 60% del fatturato che l’azienda concentra all’estero.

Stand_Pitti_giab's

Insomma, la rivoluzione culturale parte da qui, dove un giovane e brillante 26 enne ti parla della ‘sua’ azienda come farebbe un manager navigato, dove un padre e un nonno possono guardare orgogliosi i nuovi frutti che la terza generazione può dare, nonostante la crisi, nonostante il periodo…

E quando vedi queste cose, tu povero PR milanese intristito – che non smetti di pensare a ‘quanto Pitti sia più deserto del solito in questa edizione’ – puoi tirare un sospiro di sollievo, perché c’è ancora chi ci crede. E allora per questo mestiere (e questo settore) c’è ancora speranza.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 19, 2013 alle 8:23 pm. È archiviata in Uncategorized con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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